La rizectomia dentale è un intervento chirurgico conservativo che consiste nella rimozione di una sola radice compromessa di un dente pluriradicolato, generalmente un molare, mantenendo le radici sane e la parte recuperabile del dente.
Può essere presa in considerazione quando il problema interessa una singola radice e il resto del dente presenta condizioni endodontiche, parodontali e restaurative favorevoli per essere mantenuto.
In casi selezionati, quindi, invece di estrarre l’intero dente è possibile rimuovere soltanto la radice compromessa e conservare la parte ancora sana.
La possibilità di eseguire una rizectomia deve però essere stabilita attraverso una diagnosi accurata: non tutti i molari con una radice compromessa possono essere recuperati con questa tecnica.
Quando è indicata la rizectomia?
La rizectomia può essere presa in considerazione in situazioni selezionate, per esempio quando è presente:
La condizione fondamentale è che la parte restante del dente abbia una prognosi favorevole e possa essere adeguatamente ricostruita e mantenuta nel tempo.
Per questo la valutazione comprende l’esame clinico e radiografico e, quando indicato, può essere integrata da una CBCT tridimensionale.
Rizectomia come alternativa all’estrazione
Quando il problema riguarda una sola radice, l’estrazione dell’intero molare non rappresenta necessariamente l’unica possibilità terapeutica.
In casi opportunamente selezionati, la rizectomia consente di:
L’obiettivo non è evitare un’estrazione a ogni costo, ma stabilire se esista una soluzione affidabile per mantenere il dente naturale.
Quando il problema deriva invece da una precedente terapia canalare, prima di ricorrere alla chirurgia può essere necessario valutare la possibilità di un ritrattamento endodontico.
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Come si svolge una rizectomia?
La procedura viene pianificata in funzione dell’anatomia del dente e della radice interessata.
Dopo la diagnosi e la pianificazione del caso, l’intervento viene eseguito in anestesia locale. La radice compromessa viene separata e rimossa preservando, quando possibile, le radici con prognosi favorevole e la parte di dente destinata a essere mantenuta.
A seconda della situazione clinica possono essere necessari anche un trattamento o un ritrattamento endodontico delle radici residue e una successiva ricostruzione del dente.
Nel nostro approccio ai casi endodontici complessi utilizziamo, quando indicato:
L’obiettivo è controllare l’infezione e creare condizioni favorevoli affinché la parte di dente conservata possa continuare a svolgere la propria funzione.
Il ruolo del microscopio operatorio
Nei casi endodontici complessi il microscopio operatorio permette di lavorare con ingrandimenti elevati e una migliore illuminazione del campo operativo.
Può essere particolarmente utile per:
La possibilità di conservare un molare non dipende però da una singola tecnologia, ma dalla diagnosi complessiva e dalla prognosi delle strutture che rimarranno dopo il trattamento.
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Quali sono i vantaggi della rizectomia?
Quando correttamente indicata, la rizectomia permette di adottare un approccio conservativo nei confronti di un molare altrimenti compromesso.
Il principale vantaggio è la possibilità di mantenere una parte funzionale del proprio dente naturale, evitando l’estrazione completa quando questa non è necessaria.
Non è però una soluzione universale.
La prognosi dipende da:
Rizectomia o estrazione?
La scelta tra rizectomia ed estrazione non può essere stabilita soltanto dalla presenza di un’infezione o di una radice compromessa.
Devono essere valutati diversi fattori:
Se il problema è confinato a una radice e la parte restante del molare presenta condizioni favorevoli, la rizectomia può essere una delle possibilità da valutare.
Quando invece il dente presenta condizioni che rendono sfavorevole la prognosi complessiva, l’estrazione può rappresentare il trattamento più appropriato.
La decisione deve quindi derivare dalla diagnosi del singolo caso, non dalla semplice volontà di conservare o estrarre il dente.
Un caso clinico reale di rizectomia
Nel nostro archivio clinico è documentato il recupero di un primo molare superiore mediante rizectomia della radice palatale compromessa e ritrattamento endodontico delle radici residue. Il caso mostra anche un aspetto importante: il secondo molare adiacente, giudicato non recuperabile, è stato invece estratto. È un buon esempio del fatto che l’obiettivo non è “salvare tutto”, ma distinguere ciò che è realmente recuperabile da ciò che non lo è.
Immagini del caso


Caso clinico di rizectomia della radice palatale: situazione iniziale e risultato del trattamento. Ogni caso presenta caratteristiche differenti e deve essere valutato individualmente.
Quando può essere utile richiedere una valutazione?
Una valutazione può essere utile quando:
Il Dott. Attilio Regio riceve presso La Compagnia del Sorriso S.r.l. a Chiaravalle Centrale, dove vengono valutati anche casi endodontici complessi e denti già sottoposti a precedenti terapie canalari.
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Domande frequenti sulla rizectomia
Cos’è la rizectomia dentale?
La rizectomia consiste nella rimozione selettiva di una radice compromessa di un dente pluriradicolato, conservando le altre radici e la parte di dente recuperabile quando presentano condizioni favorevoli.
Quando si fa una rizectomia?
Può essere presa in considerazione quando il problema è limitato a una singola radice e le strutture residue presentano condizioni endodontiche, parodontali e restaurative compatibili con il mantenimento del dente.
La rizectomia è dolorosa?
La procedura viene eseguita in anestesia locale. Nel periodo successivo all’intervento possono comparire dolore, gonfiore o fastidio di intensità variabile, che vengono gestiti secondo le indicazioni fornite dall’odontoiatra.
Quanto dura un dente dopo una rizectomia?
Non esiste una durata uguale per tutti i denti trattati.
La prognosi dipende dalle condizioni delle radici residue, dal supporto parodontale, dalla qualità del trattamento endodontico, dalla quantità di tessuto dentale rimanente e dalla successiva ricostruzione.
Qual è la differenza tra rizectomia e apicectomia?
Nella rizectomia viene rimossa un’intera radice di un dente pluriradicolato.
Nell’apicectomia viene invece rimossa la porzione terminale della radice interessata, associando quando necessario il trattamento retrogrado del canale.
Sono quindi due procedure differenti, indicate in situazioni cliniche diverse.
È sempre possibile evitare l’estrazione con una rizectomia?
No.
La rizectomia è indicata soltanto in casi selezionati. Se le strutture residue non permettono di ottenere una prognosi favorevole, può essere più appropriato procedere con un trattamento differente, compresa l’estrazione.
Rizectomia o estrazione: come si decide?
La scelta dipende dalla prognosi complessiva del dente.
Devono essere valutati:
Prima dell’Estrazione: valutare se il dente è recuperabile
La rizectomia rappresenta una delle possibilità disponibili per il recupero di alcuni denti pluriradicolati compromessi.
Non sostituisce l’estrazione quando il dente è realmente irrecuperabile e non è indicata in tutti i casi.
Quando però il problema è circoscritto a una singola radice e le strutture residue presentano condizioni favorevoli, può consentire di mantenere una parte funzionale del dente naturale.
La decisione deve partire sempre da una diagnosi accurata e dalla valutazione della prognosi del dente nel suo complesso.
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