Dente devitalizzato e frattura dopo 4 anni: perché proteggere il dente con una corona può essere importante

Una devitalizzazione ben eseguita può permettere di conservare un dente che altrimenti rischierebbe di essere perso. Ma il trattamento canalare rappresenta soltanto una parte del percorso.

Dopo l’endodonzia bisogna infatti valutare quanto tessuto dentale sano è rimasto e come proteggere il dente dai carichi della masticazione.

Questo caso clinico è particolarmente utile per comprenderlo perché riguarda due premolari trattati endodonticamente e controllati a distanza di circa quattro anni.

Uno dei due denti, non protetto successivamente con una riabilitazione protesica adeguata, è andato incontro nel tempo a una frattura radicolare, compromettendone la possibilità di mantenimento.

Il caso mostra quindi un principio fondamentale: salvare un dente non significa soltanto curarne i canali. Significa creare le condizioni perché possa continuare a funzionare nel tempo.

La situazione iniziale: due premolari sottoposti a devitalizzazione

Nel luglio 2020 vengono trattati endodonticamente due premolari.

Radiografia di luglio 2020. I due premolari dopo il trattamento endodontico.

La terapia canalare ha l’obiettivo di rimuovere il tessuto pulpare infetto o irreversibilmente compromesso, disinfettare il sistema dei canali radicolari e sigillarlo.

Quando esistono le condizioni per conservare il dente naturale, l’endodonzia può quindi rappresentare una possibilità terapeutica per evitare l’estrazione.

Ma esiste un secondo problema, spesso meno evidente al paziente.

Il dente che ha avuto bisogno di una devitalizzazione può avere già perso una quantità importante della propria struttura a causa di carie, vecchie ricostruzioni o fratture.

Per questo motivo il completamento della fase endodontica non coincide necessariamente con il completamento della cura del dente.

Se un elemento già trattato endodonticamente presenta nuovamente sintomi, abbiamo approfondito le possibili cause nella guida dedicata al dente devitalizzato che fa male⁠.

Cosa succede a un dente dopo la devitalizzazione?

Si sente spesso dire che un dente devitalizzato diventa inevitabilmente “fragile”.

La realtà è più articolata.

Il rischio strutturale dipende soprattutto da quanto tessuto dentale è stato perso, dalla presenza o meno delle cuspidi, dalle dimensioni delle precedenti ricostruzioni, dall’eventuale presenza di crepe e dai carichi ai quali il dente viene sottoposto.

Un premolare quasi integro e un premolare che ha perso gran parte della propria struttura coronale non possono quindi essere considerati allo stesso modo semplicemente perché entrambi sono stati devitalizzati.

È proprio per questo che, terminata l’endodonzia, deve iniziare una seconda valutazione:

il dente conserva una struttura sufficiente oppure necessita di una protezione delle cuspidi?

Perché una corona può proteggere un dente devitalizzato

Quando la quantità e la disposizione della struttura dentale residua lo richiedono, può essere indicata una riabilitazione che protegga le cuspidi, frequentemente mediante una corona protesica o, nei casi appropriati, attraverso restauri adesivi a copertura cuspidale.

Lo scopo non è semplicemente “coprire” il dente.

L’obiettivo è proteggere la struttura dentale residua e distribuire in maniera più favorevole i carichi della masticazione, riducendo il rischio di complicanze strutturali.

Questo aspetto assume particolare importanza nei settori posteriori, dove premolari e molari vengono sottoposti continuamente alle forze masticatorie.

Naturalmente questo non significa che ogni dente devitalizzato debba automaticamente ricevere una corona.

La scelta dipende dalla situazione clinica, dalla quantità di tessuto sano residuo, dalla posizione del dente e dalle caratteristiche della ricostruzione.

In alcuni casi possono essere utilizzate soluzioni adesive più conservative; in altri la corona rappresenta la soluzione più appropriata.

Il punto importante è un altro: quando esiste un’indicazione alla protezione cuspidale, la fase restaurativa non dovrebbe essere considerata separatamente dalla terapia endodontica.

Il controllo dopo circa 4 anni

Nel giugno 2024 viene eseguito un nuovo controllo radiografico.

Controllo radiografico di giugno 2024, a distanza di quasi quattro anni.

Nel frattempo uno dei premolari, che non era stato sottoposto alla protezione protesica prevista, è andato incontro a una frattura che ha interessato la radice, rendendo sfavorevole la possibilità di conservarlo.

Ed è qui che questo caso assume il suo significato più importante.

Una complicanza endodontica e una complicanza strutturale sono due problemi differenti.

Un dente può essere stato trattato correttamente dal punto di vista canalare e successivamente essere perso a causa di un problema strutturale.

La terapia endodontica, da sola, non può infatti impedire tutte le complicanze meccaniche che possono verificarsi negli anni successivi.

Una buona devitalizzazione non basta sempre a garantire la sopravvivenza del dente

Quando valutiamo il successo di una cura canalare possiamo considerare la situazione endodontica, la presenza o l’assenza di sintomi e la salute dei tessuti che circondano la radice.

Ma dal punto di vista del paziente esiste un risultato ancora più importante:

il dente deve rimanere in bocca e continuare a funzionare.

Per raggiungere questo obiettivo devono essere considerate insieme almeno tre componenti:

  1. una corretta terapia endodontica;
  2. una ricostruzione adeguata del dente;
  3. una protezione strutturale appropriata quando clinicamente necessaria.

Trascurare uno di questi aspetti può influenzare la prognosi complessiva.

Un esempio di come endodonzia e recupero strutturale debbano essere considerati insieme è il caso clinico di un premolare recuperato con ritrattamento endodontico, allungamento di corona clinica e perno in fibra⁠.

Corona dopo devitalizzazione: è sempre necessaria?

No.

È importante evitare una regola troppo semplicistica.

Non tutti i denti devitalizzati devono necessariamente essere ricoperti con una corona.

La decisione dipende da diversi fattori:

In alcuni casi può essere sufficiente una ricostruzione adesiva. In altri può essere indicato un onlay o un altro restauro a copertura cuspidale. Nei denti maggiormente compromessi può essere preferibile una corona completa.

La scelta deve quindi essere effettuata sul singolo dente e non sulla semplice etichetta di “dente devitalizzato”.

Cosa succede se un dente devitalizzato si frattura?

Anche in questo caso non esiste una risposta unica.

Alcune fratture possono consentire ancora il recupero dell’elemento. Altre, soprattutto quando coinvolgono profondamente la radice, possono rendere la prognosi molto più sfavorevole.

Prima di decidere per l’estrazione è quindi importante stabilire dove si trova la frattura, quanta struttura dentale sana rimane e se esistono condizioni biologiche e restaurative per recuperare il dente.

È lo stesso principio alla base del progetto PRIMA DELL’ESTRAZIONE: non affermare che ogni dente possa essere salvato, ma verificare attentamente se esista una possibilità ragionevole di conservarlo.

Una frattura, infatti, non significa automaticamente estrazione. In un altro caso clinico è stato possibile ottenere il recupero di un canino superiore con grave frattura coronale⁠.

Il vero obiettivo dell’endodonzia è mantenere il dente nel tempo

Questo caso permette quindi di guardare all’endodonzia da una prospettiva più ampia.

Non basta ottenere una buona radiografia alla fine della devitalizzazione.

L’obiettivo è che quel dente possa rimanere biologicamente sano, strutturalmente resistente e funzionale negli anni successivi.

Ed è proprio per questo che i controlli a distanza assumono un valore particolare.

Nel nostro archivio è possibile vedere, per esempio, una devitalizzazione di un premolare superiore con follow-up a 5 anni⁠ e un ritrattamento canalare di un molare inferiore controllato a quasi 9 anni⁠.

Sono proprio questi controlli a mostrare il risultato che realmente interessa: la permanenza del dente naturale nel tempo.

Devitalizzazione, ricostruzione e corona fanno parte dello stesso progetto

Il messaggio che questo caso lascia al paziente è semplice:

la cura di un dente compromesso non termina necessariamente con la devitalizzazione.

Quando è indicato, completare il trattamento con una ricostruzione adeguata e con la corretta protezione cuspidale può rappresentare una componente importante della prognosi a lungo termine.

Per questo motivo, dopo una terapia canalare, non dovremmo limitarci a chiedere:

“La devitalizzazione è riuscita?”

Bisogna chiedersi anche:

“Come possiamo proteggere questo dente affinché continui a funzionare negli anni?”

Perché l’obiettivo finale non è semplicemente curare un canale.

È conservare il dente naturale quando esistono le condizioni per farlo.

Dopo una devitalizzazione bisogna sempre mettere una corona?

No. La necessità di una corona dipende dalla quantità di struttura dentale residua, dal tipo di dente, dalle cuspidi rimaste, dalle dimensioni della ricostruzione e dai carichi masticatori. In alcuni casi possono essere indicate soluzioni adesive più conservative.

Un dente devitalizzato può fratturarsi?

Sì. Il rischio dipende soprattutto dalla quantità e dalla distribuzione della struttura residua, dalla presenza di eventuali crepe e dai carichi ai quali il dente è sottoposto. Per questo la fase restaurativa dopo l’endodonzia è importante.

Una corona impedisce sicuramente la frattura?

No. Nessun trattamento può garantire che un dente non si fratturi. Quando indicata, la protezione cuspidale ha però lo scopo di proteggere la struttura residua e gestire più favorevolmente i carichi masticatori.

Se un dente devitalizzato si frattura deve essere estratto?

Non necessariamente. Dipende dalla sede e dall’estensione della frattura e dalla quantità di tessuto dentale recuperabile. Alcune fratture radicolari possono però compromettere seriamente la possibilità di mantenere l’elemento.

Quanto può durare un dente devitalizzato?

Non esiste una durata prestabilita. Prognosi endodontica, quantità di struttura residua, qualità della ricostruzione, protezione cuspidale quando indicata, carichi occlusali, igiene e controlli periodici contribuiscono alla sopravvivenza del dente.

PRIMA DELL’ESTRAZIONE

Una devitalizzazione può permettere di curare un dente compromesso, ma salvare il dente significa anche proteggerlo nel tempo.

Questo caso mostra perché la fase successiva alla terapia canalare non dovrebbe essere sottovalutata. Quando la struttura residua lo richiede, una corretta ricostruzione e una protezione cuspidale adeguata, anche mediante corona quando indicata, fanno parte dello stesso progetto terapeutico.

Prima di arrivare all’estrazione di un dente compromesso è quindi importante valutare non soltanto se possa essere trattato endodonticamente, ma anche se possa essere ricostruito, protetto e mantenuto funzionale nel tempo.

Il progetto PRIMA DELL’ESTRAZIONE nasce proprio da questo principio: valutare le possibilità di conservazione prima di sostituire un elemento naturale, quando esistono le condizioni cliniche per farlo.

È possibile vedere altri esempi nella raccolta dei nostri casi clinici di recupero e mantenimento dei denti naturali⁠.

Cerchi informazioni nella tua zona?

Per chi cerca informazioni su devitalizzazioni, denti compromessi, dolore dentale o possibilità di recuperare un dente naturale, sono disponibili le pagine dedicate alle diverse aree:

Attilio Regio – Endodonzia e recupero del dente naturale

Chiaravalle Centrale (CZ)

PRIMA DELL’ESTRAZIONE
Valutare se un dente può essere recuperato prima di sostituirlo.

PRIMA DELL’ESTRAZIONE

Una devitalizzazione può permettere di curare un dente compromesso, ma salvare il dente significa anche proteggerlo nel tempo.

Questo caso mostra perché la fase successiva alla terapia canalare non dovrebbe essere sottovalutata. Quando la struttura residua lo richiede, una corretta ricostruzione e una protezione cuspidale adeguata, anche mediante corona quando indicata, fanno parte dello stesso progetto terapeutico.

Prima di arrivare all’estrazione di un dente compromesso è quindi importante valutare non soltanto se possa essere trattato endodonticamente, ma anche se possa essere ricostruito, protetto e mantenuto funzionale nel tempo.

PRIMA DELL’ESTRAZIONE nasce proprio con questo obiettivo: valutare le possibilità di recupero del dente naturale prima di sostituirlo, quando le condizioni cliniche lo consentono.

Cerchi informazioni nella tua zona?

Se hai un dente devitalizzato, un dente che si è fratturato, dolore o un dente che ti è stato consigliato di estrarre, puoi approfondire attraverso le pagine dedicate alle diverse località:

Approfondimenti utili

Attilio Regio – Endodonzia e recupero del dente naturale
Chiaravalle Centrale (CZ)