Ritrattamento Canalare del 27 con Terapia Incongrua: Recupero del Dente Naturale Mediante Endodonzia Microscopica
Introduzione
“Mi hanno detto che il dente è già stato curato, ma continua a darmi fastidio. È da estrarre?”
È una situazione molto frequente tra i pazienti che arrivano nel nostro studio da Montepaone, Soverato e Davoli.
Molti denti già sottoposti a terapia canalare possono continuare a presentare dolore, fastidio alla masticazione o lesioni infiammatorie periapicali. In questi casi, però, l’estrazione non rappresenta quasi mai la prima scelta terapeutica.
L’endodonzia moderna consente infatti di recuperare numerosi denti apparentemente compromessi attraverso ritrattamenti canalari eseguiti con microscopio operatorio, CBCT e protocolli avanzati di detersione tridimensionale.
Situazione iniziale
Un paziente proveniente da Montepaone si è presentato alla nostra osservazione con sintomatologia e discomfort a carico del 27, elemento già trattato endodonticamente in passato.
L’esame clinico e radiografico evidenziava una terapia canalare incongrua caratterizzata da:
Il trattamento precedente non aveva consentito una corretta gestione dell’intero sistema canalare e questo aveva favorito la permanenza dei batteri responsabili della sintomatologia.
Quando una Devitalizzazione Non Basta
Molti pazienti pensano che una volta eseguita una devitalizzazione il problema sia risolto definitivamente.
In realtà, soprattutto nei molari superiori, l’anatomia interna può essere estremamente complessa.
Possono essere presenti:
Quando queste strutture non vengono deterse correttamente, i batteri possono sopravvivere e mantenere attiva l’infezione.
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Dente devitalizzato che fa ancora male
Dente devitalizzato che fa male
Ritrattamento canalare: quando è necessario rifare una devitalizzazione
Il Ritrattamento Canalare
L’obiettivo del trattamento era eliminare completamente l’infezione e preservare il dente naturale.
Dopo l’isolamento mediante diga di gomma è stato eseguito il ritrattamento canalare sotto ingrandimenti mediante microscopio operatorio.
Le fasi principali hanno previsto:
L’endodonzia moderna non si basa soltanto sulla strumentazione meccanica ma soprattutto sulla capacità di detergere efficacemente l’intero sistema canalare.
Il Ruolo dei Delta Apicali
Uno degli aspetti più interessanti di questo caso è rappresentato dalla presenza di delta apicali.
I delta apicali sono una complessa rete di microcanali presenti nella porzione terminale della radice.
Queste strutture possono ospitare batteri e tossine responsabili della persistenza dell’infezione.
Gli strumenti meccanici non sono in grado di raggiungere completamente queste aree.
Per questo motivo risultano fondamentali:
L’attivazione ultrasonica aumenta la penetrazione delle soluzioni irriganti all’interno delle ramificazioni anatomiche più difficili da raggiungere, migliorando notevolmente la disinfezione tridimensionale.
Il Microscopio Operatorio
L’utilizzo del microscopio operatorio rappresenta oggi uno dei pilastri dell’endodonzia specialistica.
Grazie agli elevati ingrandimenti e all’illuminazione coassiale è possibile:
Puoi approfondire anche:
Devitalizzazione con microscopio: i vantaggi del trattamento endodontico
Devitalizzazione con microscopio: perché è più precisa
Otturazione Canalare e Ricostruzione
Terminata la fase di detersione e sagomatura, il sistema canalare è stato otturato tridimensionalmente per ottenere un sigillo stabile e biologicamente efficace.
Successivamente il dente è stato ricostruito mediante:
Nei molari già trattati endodonticamente questa fase è fondamentale per migliorare la distribuzione delle forze masticatorie e ridurre il rischio di fratture future.
Perché Salvare il Dente Naturale
Molti denti considerati “da estrarre” possono essere recuperati con successo mediante un approccio specialistico.
Salvare il dente naturale consente di:
Come approfondito nell’articolo:
Dente devitalizzato o estrazione: quando è possibile salvare il dente
la conservazione del dente naturale rappresenta spesso la soluzione biologicamente migliore.
Conclusioni
Questo caso clinico dimostra come una terapia canalare incongrua non significhi necessariamente perdere il dente.
Grazie all’utilizzo del microscopio operatorio, dell’attivazione ultrasonica degli irriganti, dell’ipoclorito di sodio, dell’EDTA, degli strumenti NiTi e delle moderne tecniche di sigillo canalare è stato possibile recuperare il 27 e preservarne la funzione.
Prima di accettare una proposta di estrazione è sempre importante verificare se esistono concrete possibilità di recupero mediante endodonzia specialistica.
Approfondimenti utili
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