Trattamento endodontico di un molare inferiore con ampia lesione periradicolare e follow-up radiografico a 25 mesi
Nel settembre 2024 un paziente si è presentato in urgenza per un ascesso dentale associato a un molare inferiore con relativo gonfiore e dolore.
La radiografia iniziale, eseguita il 16 settembre 2024, mostrava un’ampia area radiotrasparente in corrispondenza delle radici e della regione interradicolare del dente, compatibile con una lesione infiammatoria di origine endodontica.
Si trattava di una situazione che richiedeva un intervento tempestivo per affrontare l’infezione e valutare le possibilità di conservazione del dente.
Un granuloma esteso o una lesione ossea importante non significano necessariamente che il dente debba essere estratto.
La decisione dipende dalla diagnosi, dall’integrità delle radici, dalle condizioni parodontali, dalla struttura dentale residua e dalla possibilità di eseguire una terapia endodontica adeguata.

Radiografia del 16 settembre 2024: ampia radiotrasparenza periradicolare e interradicolare associata al quadro clinico di ascesso.
La gestione dell’urgenza e il trattamento endodontico
Durante la seduta del 16 settembre 2024 è stata eseguita l’apertura della camera pulpare con accesso ai canali radicolari, affrontando la fase acuta dell’infezione.
Alla gestione odontoiatrica dell’urgenza è stata associata una terapia farmacologica, prescritta in relazione al quadro clinico.
Dopo circa dieci giorni, il 25 settembre 2024, è stato completato il trattamento endodontico mediante otturazione definitiva dei canali radicolari e ricostruzione con perno.
L’obiettivo del trattamento era intervenire sulla causa endodontica dell’infezione, controllare la contaminazione del sistema canalare e creare le condizioni biologiche necessarie per una progressiva riparazione dei tessuti periradicolari.

Radiografia del 25 settembre 2024: controllo dopo il completamento del trattamento endodontico.
Il controllo radiografico dopo 25 mesi
Il 22 ottobre 2026, a circa 25 mesi dal trattamento, è stato effettuato un nuovo controllo radiografico, insieme alla valutazione della corona provvisoria.
Il confronto con le radiografie del settembre 2024 mostra un’evoluzione favorevole.
L’ampia radiotrasparenza iniziale appare notevolmente ridotta, mentre nelle aree precedentemente interessate dalla lesione si osserva una maggiore radiopacità ossea.
Questi reperti sono compatibili con una significativa riparazione dei tessuti periradicolari e interradicolari successiva al trattamento endodontico.
Il risultato documenta un importante miglioramento radiografico a distanza di oltre due anni.
La valutazione della guarigione deve comunque tenere conto anche dell’esame clinico, dell’eventuale sintomatologia e dei controlli successivi.

Radiografia del 22 ottobre 2026: follow-up a 25 mesi con marcata riduzione della radiotrasparenza iniziale.
Come può guarire una lesione ossea così estesa?
Le lesioni periapicali di origine endodontica sono generalmente associate a una risposta infiammatoria dei tessuti che circondano le radici, sostenuta dall’infezione del sistema canalare.
Quando il trattamento endodontico permette di controllare adeguatamente la causa dell’infezione, i tessuti possono avviare un processo di riparazione.
Questo processo richiede tempo e può essere documentato attraverso controlli radiografici successivi.
L’estensione iniziale della radiotrasparenza non è sufficiente, da sola, a prevedere l’esito del trattamento.
È inoltre importante ricordare che una radiografia non consente sempre di distinguere con certezza un granuloma da altre tipologie di lesione periapicale. La definizione diagnostica deve quindi essere proporzionata alle evidenze cliniche e radiografiche disponibili.
Per approfondire: Granuloma dentale: quando non è necessario estrarre il dente.
L’importanza del controllo nel tempo
Il trattamento endodontico non termina con l’otturazione dei canali.
I controlli successivi consentono di valutare la risposta dei tessuti e verificare la stabilità del risultato ottenuto.
Nel caso documentato, il confronto radiografico tra settembre 2024 e ottobre 2026 permette di osservare un’importante evoluzione favorevole della lesione iniziale.
Il follow-up rappresenta quindi una parte fondamentale del percorso terapeutico, soprattutto quando il dente presenta inizialmente un’ampia alterazione periradicolare.
Il ruolo della ricostruzione coronale
Un altro aspetto fondamentale riguarda la protezione del dente dopo la terapia endodontica.
La ricostruzione coronale deve garantire una tenuta adeguata, limitare il rischio di infiltrazione batterica e proteggere la struttura dentale residua.
Nel controllo dell’ottobre 2026 è stata valutata anche la condizione della corona provvisoria.
La permanenza prolungata di una corona provvisoria richiede particolare attenzione: è importante verificarne l’integrità e considerare una soluzione restaurativa definitiva appropriata.
Nei molari, la necessità di una protezione cuspidale deve essere valutata in funzione della quantità di tessuto residuo, delle condizioni occlusali e del rischio di frattura.
Cosa insegna questo caso clinico?
Questo caso dimostra che una lesione ossea radiograficamente estesa, associata a un episodio di ascesso dentale, può mostrare una significativa evoluzione favorevole dopo un trattamento endodontico.
Il recupero del dente naturale può essere possibile anche in situazioni inizialmente complesse, purché siano presenti condizioni cliniche e restaurative adeguate.
Non tutti i denti possono essere salvati. Fratture radicolari, grave compromissione parodontale, impossibilità di ottenere un restauro affidabile o altre condizioni possono rendere necessaria l’estrazione.
La dimensione del granuloma non dovrebbe essere l’unico criterio per decidere se estrarre un dente.
La decisione deve basarsi su una valutazione complessiva della prognosi.
MA È DAVVERO DA ESTRARRE?
PRIMA DELL’ESTRAZIONE: valutare le possibilità di recupero del dente naturale
Quando un paziente scopre di avere un granuloma, un ascesso o un’infezione dentale importante, una delle prime preoccupazioni riguarda la possibilità di perdere il dente.
Ma una lesione radiografica estesa non equivale automaticamente a una prognosi sfavorevole.
Il caso clinico presentato mostra come il trattamento endodontico possa, in condizioni favorevoli, consentire di mantenere il dente naturale e ottenere una progressiva riparazione dei tessuti nel tempo.
È proprio questo il principio del progetto PRIMA DELL’ESTRAZIONE: informare i pazienti sulle possibilità e sui limiti delle terapie conservative prima di prendere una decisione irreversibile.
Approfondisci il progetto:
Salvare un dente a Chiaravalle Centrale, Catanzaro, Davoli, Montepaone e Soverato
Lo studio del Dr. Attilio Regio si trova a Chiaravalle Centrale, in provincia di Catanzaro, e riceve pazienti provenienti da tutta la provincia per la valutazione di denti compromessi, infezioni endodontiche e possibili ritrattamenti canalari.
Per approfondire il tema del recupero del dente naturale nelle diverse aree territoriali:
Altri casi clinici di recupero del dente naturale
Il mantenimento del dente naturale può essere documentato attraverso controlli radiografici a distanza.
Leggi anche:
Hai un dente con ascesso, granuloma o infezione persistente?
Una valutazione odontoiatrica può aiutare a comprendere se il dente sia recuperabile attraverso un trattamento endodontico, un ritrattamento canalare o altre procedure conservative.
L’obiettivo non è evitare ogni estrazione, ma conservare il dente naturale quando esistono condizioni cliniche favorevoli e una prognosi ragionevole.
Dr. Attilio Regio
Odontoiatra – Chiaravalle Centrale (CZ)
PRIMA DELL’ESTRAZIONE – Endodonzia e recupero del dente naturale.