Riabilitazione del settore posteriore superiore mediante ponte su denti naturali: quando l’impianto non rappresenta la soluzione più conservativa
Introduzione
Quando un elemento dentario viene perso, molti pazienti ritengono che l’impianto rappresenti automaticamente la soluzione migliore.
In realtà ogni caso deve essere valutato singolarmente.
Esistono situazioni in cui il posizionamento implantare richiederebbe procedure chirurgiche particolarmente invasive e in cui una riabilitazione su denti naturali può rappresentare una valida alternativa terapeutica.
In questo caso clinico il paziente presentava l’assenza dell’elemento intermedio nel settore posteriore superiore. L’analisi clinica e radiografica evidenziava una quantità ossea insufficiente per il corretto posizionamento di un impianto senza ricorrere a interventi chirurgici avanzati di incremento verticale dell’osso.
Dopo aver illustrato tutte le opzioni terapeutiche disponibili, è stato deciso di procedere con una riabilitazione mediante ponte fisso supportato da denti naturali.
La valutazione iniziale
L’esame clinico e radiografico mostrava la presenza dei denti adiacenti in condizioni recuperabili e idonee a sostenere una riabilitazione protesica.
L’altezza ossea residua disponibile nella zona edentula non consentiva tuttavia il corretto inserimento di un impianto in posizione protesicamente ideale.
Per ottenere uno spazio adeguato sarebbe stato necessario ricorrere a procedure chirurgiche più invasive con aumento verticale dei volumi ossei e successivo inserimento implantare.
In accordo con il paziente è stata quindi valutata una soluzione conservativa basata sul recupero e sulla valorizzazione dei denti naturali presenti.
Questo approccio è perfettamente coerente con la filosofia del progetto:
PRIMA DELL’ESTRAZIONE CATANZARO
che promuove la conservazione dei denti naturali ogni volta che esistono condizioni biologiche favorevoli.
Pianificazione del trattamento
La scelta terapeutica è ricaduta sulla realizzazione di un ponte fisso utilizzando come pilastri il 25 e il 27.
Per garantire una prognosi favorevole nel tempo è stato necessario eseguire preliminarmente il trattamento endodontico dei due elementi.
L’obiettivo era ottenere pilastri biologicamente sani e adeguatamente preparati alla successiva fase ricostruttiva e protesica.
Trattamento endodontico
Dopo anestesia locale e isolamento mediante diga di gomma sono stati eseguiti i trattamenti endodontici degli elementi coinvolti.
Come in tutti i casi pubblicati sul nostro sito, particolare attenzione è stata dedicata alla fase di detersione tridimensionale del sistema canalare e sigillo con cementi bioceramici
Sono stati utilizzati:
L’impiego degli ingrandimenti operativi microscopio ha consentito una migliore visualizzazione dell’anatomia interna e una maggiore precisione durante tutte le fasi del trattamento.
Per approfondire:
Devitalizzazione con microscopio: perché è più precisa
e
Devitalizzazione con microscopio: i vantaggi del trattamento endodontico
Ricostruzione mediante perni in fibra
Terminata la terapia canalare, i due elementi sono stati ricostruiti mediante perni in fibra.
L’utilizzo dei perni in fibra permette una distribuzione più favorevole delle forze rispetto ai tradizionali perni metallici e rappresenta oggi una delle soluzioni più diffuse nella ricostruzione dei denti trattati endodonticamente.
La ricostruzione è stata eseguita nel rispetto dei principi biologici e meccanici necessari per garantire un adeguato supporto alla successiva riabilitazione protesica.
Riabilitazione protesica
Una volta completata la fase endodontica e ricostruttiva è stato possibile procedere alla realizzazione del ponte fisso.
L’obiettivo era ripristinare:
La soluzione adottata ha consentito di evitare procedure chirurgiche più invasive mantenendo un approccio conservativo e prevedibile.
Impianto o ponte?
Uno degli aspetti più interessanti di questo caso è rappresentato dalla corretta selezione terapeutica.
Oggi l’implantologia offre soluzioni eccellenti, ma non sempre rappresenta automaticamente la scelta migliore.
In presenza di ridotti volumi ossei verticali può essere necessario ricorrere a procedure rigenerative complesse prima ancora di poter inserire un impianto.
In alcuni pazienti una riabilitazione su denti naturali adeguatamente trattati può rappresentare una valida alternativa.
Per approfondire:
Dente devitalizzato o estrazione: quando è possibile salvare il dente
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Salvare un dente a Soverato: quando è possibile evitare estrazione e impianto
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Rizectomia della radice palatale e recupero del molare
Devitalizzazione del 36 con quattro canali anatomici confluenti
Devitalizzazione del 44 con controllo radiografico a 1 anno
PRIMA DELL’ESTRAZIONE
Questo caso clinico dimostra come una corretta pianificazione terapeutica debba sempre valutare tutte le alternative disponibili prima di ricorrere a trattamenti più invasivi.
Prima di estrarre un dente o affrontare interventi chirurgici complessi è importante verificare se esistano soluzioni conservative che consentano di mantenere funzione, estetica e comfort nel tempo.
Approfondisci il progetto:
Prima dell’estrazione, verifica sempre se il tuo dente può essere salvato o se esistono alternative terapeutiche meno invasive.
Attilio Regio – Centro di Endodonzia e Recupero del Dente Naturale
PRIMA DELL’ESTRAZIONE